.
i più commentati
contributo autore commenti

Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche

 
contributo inviato il 26 luglio 2017, via Vincesko

Dopo una lunga vacanza dal blog, causata soprattutto dalla lunga avaria della piattaforma IlCannocchiale, dove ho il mio primo blog (quest’altro l’ho aperto quando le avarie della piattaforma IlCannocchiale divennero quotidiane), riprendo il mio impegno saltuario di blogger, riportando la lettera che ho inviato il 12 luglio scorso a Rosaria Amato, giornalista economica di Repubblica, sulla conferenza stampa tenuta dai presidenti delle Commissioni Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, e del Senato della Repubblica, Maurizio Sacconi, sull’adeguamento all’aspettativa di vita, le sue risposte e le mie repliche.



Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da

vhttp://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 14:51

A

  <r.amato@repubblica.it>

Salve,

Ho appena letto il Suo articolo “Pensioni, Damiano e Sacconi contro gli adeguamenti automatici: "Serve gradualità"”  http://www.repubblica.it/economia/2017/07/11/news/pensioni_damiano_e_sacconi_contro_gli_adeguamenti_automatici_serve_gradualita_-170550410/.

Anche Lei vittima – come quasi il 100% degli Italiani - della DISINFORMAZIONE berlusconian-sacconian-forneriana?

Come ho già scritto forse un centinaio di volte da 5 anni sulle riforme delle pensioni (inclusi Roberto Petrini e Roberto Mania di Repubblica, oltre ai due direttori), l'adeguamento all'aspettativa di vita è stato introdotto dalla riforma severissima delle pensioni SACCONI, e non da quella molto meno severa della millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente), la quale, anziché limitarsi a riportare nel suo DL 201/2011, art. 24, le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente visti gli esiti, però insiste tuttora…) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma delle pensioni SACCONI con l’art. 12 del DL 78/2010 e in vigore dall’1.1.2011, poi rese ancor più severe con i DL 98 e 138 del 2011, oltre che (quasi) intestarsi la conversione dal sistema retributivo al contributivo, già introdotto da Dini nel 1995. Creando uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE generale verificatosi in Italia negli ultimi 70 anni (assieme a chi ha “salvato” l’Italia dal default nella scorsa legislatura, e provocato la recessione, ed agli obiettivi statutari della BCE).

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Mi astengo, perché sarei censurabile, dal commentare ciò che afferma l’ineffabile, filoconfindustriale, sedicente socialista Sacconi.

Mi auguro di esserLe stato utile e che Lei voglia fare una comunicazione di rettifica/precisazione, almeno nel Suo blog o, chessò, come fece Petrini, un articolo sotto forma di dialogo sul tema pensioni (lo trova negli articoli collegati qui Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Cordialmente,

V.

PS: Per non ripetermi a lungo, allego la discussione sul tema “chi ha fatto che cosa in materia pensionistica” , svoltasi, da ultimo, nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it, ricca di vari link con le prove documentali.

Carlo Clericetti  -  1 LUG 2017

Chi ruba il lavoro ai giovani



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da

Rosaria Amato (r.amato@repubblica.it) http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 17:35 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A

<v>

Gentile signor V.,

mi fa piacere avere di nuovo sue notizie. Nella conferenza stampa di ieri lo stesso Sacconi si è intestato la paternità dell’aggancio dell’età della pensione con l’aspettativa di vita (lo trova nel penultimo paragrafo del mio pezzo, Non voglio negare di essere stato il padre del collegamento tra l'età pensionabile e l'aspettativa di vita, ma lo immaginavo in un contesto diverso dalla riforma Fornero)

Solo che Sacconi afferma che questa norma, unita alle altre della riforma Fornero, risulta indigeribile. Naturalmente questo è contabile, può trattarsi di un pentimento opportunista, come suggerisce lei. Però Sacconi non nega nulla, e nel mio pezzo questa sua affermazione è riportata

              Cordialmente

                        Rosaria Amato



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da

vhttp://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 19:02 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A

"Rosaria Amato"<r.amato@repubblica.it>

Gentile Dott.ssa Amato,

Ha ragione e naturalmente l’avevo letto. Ma non ce n’è traccia né nel titolo, né nel lungo sottotitolo (o catenaccio), anzi, e quanti si fermano a quello?

I presidenti della commissione Lavoro della Camera e del Senato hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per lanciare un appello al governo e al Parlamento. Chiedono una norma nella prossima legge di Bilancio che sospenda o posticipi il prossimo passaggio automatico ai 67 anni, reso obbligatorio dalla riforma Fornero che aggancia l'età all'aspettativa di vita

Sottotitolo falso e fuorviante, poiché è stata la riforma Sacconi (perché non lo segnala al caporedattore o non so a chi che sta disinformando gravemente?). Guardi che ormai TUTTI, incluso l’INPS e Tito Boeri, al quale ho scritto, affermano che ha fatto tutto Fornero (che non ha né introdotto l'adeguamento né toccato affatto le pensioni di vecchiaia, se non per le lavoratrici private!), anche quelli che nel 2012 lodavano gli effetti della riforma Sacconi (le prove documentali, ripeto, sono nel mio post linkato).

Poi, siccome sono iscritto alla newsletter di Cesare Damiano, oggi ho letto questo  http://www.cesaredamiano.org/2017/07/11/pensioni-appello-damiano-e-sacconi-stop-innalzamento-eta/ e non c’è traccia della rivendicazione di paternità da parte di Sacconi, anzi:

In base alla normativa attuale, risalente al governo Monti e alla ministra del Lavoro Fornero (sic!) – hanno spiegato i due parlamentari – a partire dal primo gennaio 2019 si dovrà andare in pensione a 67 anni, nel 2021 a 67 anni e 3 mesi, nel 2031 a 68 e 1 mese, nel 2041 a 68 anni e 11 mesi e nel 2051 a 69 e 9 mesi. L’innalzamento dell’età avviene in modo automatico in base alle aspettative di vita rilasciate dall’Istat, ed è sufficiente una nota congiunta dei direttori dei ministeri dell’Economia e del Lavoro [questo lo ha deciso Sacconi, vedi art. 12, comma 12bis]. In Europa, hanno sottolineato, non ci sono situazioni similari: in Austria l’età per la pensione è di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne; in Belgio e in Danimarca è 65 anni per tutti; nei Paesi Bassi 65 anni e 2 mesi; nel Regno Unito 65 anni per gli uomini e per le donne (ma a partire da novembre 2018); in Germania si arriverà a 67 anni solo nel 2029: una gradualità assente nella riforma Fornero [balle, nella riforma SACCONI!].

E l’ineffabile e bugiardo Sacconi (perché non gli chiede quali sarebbero in dettaglio queste norme della riforma Fornero che rendono indigeribile l’adeguamento all’aspettativa di vita? Nel mio post citato ho linkato un Suo articolo del 2010, che tenevo in archivio, sulla famosa sentenza della Corte di giustizia europea, alibi per Sacconi per aumentare di botto l'età di pensionamento di vecchiaia per le dipendenti pubbliche di ben 6 anni, a 66 anni!):

Ma “percorsi lavorativi discontinui saranno caratteristica di tutti, non solo delle donne – ha fatto notare Sacconi – e quindi l’anzianità contributiva sarà sempre meno praticabile”. Le soluzioni sono diverse, ha spiegato l’ex ministro del Lavoro: l’adeguamento potrebbe avvenire a 5 anni, “oppure si può decidere che si salta un giro e si riprende più avanti”. In ogni caso, l’innalzamento in questo momento non appare “accettabile”. Oggi pomeriggio, ha concluso Sacconi, governo e sindacati “rifletteranno di questo e altri aspetti”; “occorrono regole per tutti che devono essere rimesse alla logica umana, la logica tecnocratica ci ha portato oltre: ripeto, quando è troppo è troppo [affermazione incongrua, tipico indizio di coda di paglia]. Bisogna porre un paletto e aprire una discussione ampia”.

Purtroppo, Damiano ha tolto la possibilità di commentare nel suo blog (per anni gli esodati lo hanno riempito di parolacce; personalmente, io lo difendevo, ma una sola volta, quando ha provato ad attribuire a Sacconi l'intera responsabilità dell'allungamento della cosiddetta finestra a 12 mesi, facendo finta di non ricordarsi che 4 mesi in media li aveva già decisi lui con la L.247/07, glielo scrissi e provvide subito a correggersi).

E allora ho inviato una lunga e dettagliata lettera e-mail a Cesare Damiano e Maurizio Sacconi (la cui casella postale del Senato non è più disponibile, pregando Damiano di trasmettergliela, poi ho scoperto che anche la sua è disattivata, ma almeno gli si può scrivere) e p.c. ai presidenti Pietro Grasso e Laura Boldrini, chiedendo loro di ristabilire la verità dei fatti. Facciamolo tutti.

Cordiali saluti

V.



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da

Rosaria Amato (r.amato@repubblica.it) http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 19:06 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A

<v>

Sì ha ragione. Sempre il problema dei titoli. Nella mia email precedente volevo scrivere “opinabile”, non so perché è venuto fuori “contabile”



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da

vhttp://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 19:15 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A

"Rosaria Amato"<r.amato@repubblica.it>

Me n'ero accorto. Naturalmente, è un lapsus freudiano... (probabilmente ha a che fare con la partita doppia, il dare e l'avere, soprattutto il bilancio, che è 'parente stretto' della bilancia... [qui avrei continuato con “giustizia”, “equanimità”, “censura” strampalata di un mio commento nel dialogo con un altro frequentatore, che mi attaccava di brutto quando proponevo l’imposta patrimoniale sugli immobili (dei ricchi), nel blog di Rosaria Amato, quando lo frequentavo assiduamente e che decisi di abbandonare dopo la censura http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/07/20/a-volte-ritornano-riecco-lici-sulla-prima-casa/]). Segnali la grave DISINFORMAZIONE al caporedattore.

Cordialità,

VB



**********




TAG: 

magnagrecia 417 commenti

UN RUBINETTO BEN CHIUSO NON SGOCCIOLA

 
contributo inviato il 25 luglio 2017, via @mauro artibani

Facciamo i conti in tasca alla gente.

L'Italia conta 307mila famiglie milionarie, pari all'1,2% del totale, che possiedono il 20,9% della ricchezza finanziaria nazionale (azioni, obbligazioni, depositi e strumenti di liquidità).

Nel 2021 saranno 433mila, l'1,6% del totale e con uno stock pari al 23,9 per cento.

Già, eppur il solito refrain continua a dire: non si redistribuisce!

Si redistribuisce invece, eccome, se aumenteranno da 307mila a 433 mila le famiglie di gente ricca.

Mica solo da noi. A livello globale il numero di famiglie milionarie è cresciuto in un anno del 7%, arrivando a quota circa 18 milioni. Si tratta dell'1% delle famiglie che detiene il 45% della ricchezza.

Sono questi alcuni dei principali risultati della ricerca realizzata da Boston Consulting sulla ricchezza delle famiglie.

Poi stimano che nei prossimi anni si assisterà ad una ulteriore distribuzione della ricchezza finanziaria. Tra le famiglie milionarie il 12% detiene patrimoni superiori al milione di dollari e nel 2021 la percentuale salirà al 16%. La maggiore crescita riguarderà le famiglie con una ricchezza tra 1 e 20 milioni di dollari (incremento del 6,1% medio l'anno) seguita dai super ricchi (patrimoni oltre i 100 milioni) con un tasso di aumento del 4,6% l'anno.

La ricchezza finanziaria privata continua a correre in tutto il mondo: a livello globale la corsa di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari ha portato il valore totale di azioni, obbligazioni e depositi bancari alla cifra di 166.500 miliardi di dollari. Rispetto al 2015 si tratta di un incremento del 5,3%, superiore al +4,4% registrato l'anno precedente. Nel 2021 si dovrebbe toccare la quota di 223.100 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 6%, derivante in parti uguali dalla creazione di nuova ricchezza e dalla valorizzazione degli asset esistenti.

Lo scrive il report "Global Wealth 2017: Transforming the Client Experience" di The Boston Consulting Group (BCG), giunto alla 17esima edizione.

Le famiglie italiane milionarie in termini di azioni, obbligazioni, depositi sono quindi destinate a crescere ed è un fenomeno che si registra a tutte le latitudini.

Bene, ricapitoliamo: La ricchezza aumenta; aumenteranno i ricchi, l'1% della gente, che ne avrà in tasca il 45%.

I soliti ben informati stimano che, tra l'aumento del numero dei ricchi e la "teoria dello sgocciolamento"*, arriverà qualche spicciolo pure a quelli del 55%.

Dunque se, come mostrano quelli della Federal Reserve Bank of St. Louis, dai primi anni 30 ad oggi il potere d'acquisto subisce una costante riduzione, lo sgocciolamento non v'è stato. Vi sarà?

In attesa di risposte convincenti, mi preme rammentare che: "La ricchezza si fa con la spesa. Così viene generato reddito, quel reddito che serve a fare nuova spesa. Tocca allocare quelle risorse di reddito per remunerare chi, con la spesa, paga tutti".

Altro che un misero sgocciolamento!


* La teoria del trickle-down , o della goccia (in italiano: "effetto sgocciolamento dall'alto verso il basso"), indica, negli Stati Uniti, un'idea di sviluppo economico che si basa sull'assunto secondo il quale i benefici economici dei ceti abbienti favoriscono necessariamente, e ipso facto, l'intera società, comprese la middle class e le fasce di popolazione marginali e disagiate.


Mauro Artibani

https://www.amazon.it/dp/B073MZ8D61/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1499033170&sr=8-2&keywords=mauro+artibani


http://audio.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2015/150506-versioneoscar.mp3


TAG: 

professional consumer 380 commenti

L’asilo nido fa bene o non? Dipende

 
contributo inviato il 28 luglio 2017, via Vincesko

18.07.17

Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa prescolare sviluppata nel comune emiliano. Una ricerca vuole valutarne gli effetti. Sul “metodo Reggio” non raggiunge risultati definitivi, ma conferma che frequentare nidi e asili avvantaggia i bambini.


Mi pare che il contenuto dell'articolo smentisca in buona parte il titolo.

A mio avviso, l'agenzia educativa fondamentale è la famiglia e, in questo ambito, assume un rilievo fondamentale la dimensione affettiva genitori-figlio, fin dalla gravidanza e nei primi tre anni di vita del bambino; alla quale va abbinata via via la cura della altrettanto fondamentale dimensione etico-normativa.

Ne deriva come corollario che se l'asilo nido ricrea le stesse condizioni favorevoli, l’effetto sullo sviluppo intellettivo e morale del bambino-ragazzo-giovane-adulto è sicuramente positivo; se, al contrario, ci sono deficienze nello sviluppo delle dimensioni affettiva ed etico-normativa, l'effetto è negativo. Ed allora si osservano effetti negativi della frequentazione degli asili nido, come attestato dalla ricerca svolta da Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella, il cui titolo nella versione italiana è «La “meglio infanzia”: effetti dell’asilo nido sulle capacità cognitive, non cognitive e la salute dei bambini».



Post collegato:


Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido



**********




TAG: 

magnagrecia 373 commenti

Acquedolci, Dario Caroniti e Filadelfio Mancuso al Convegno CISS: il ruolo dell'Università per lo sviluppo del territorio.

 
contributo inviato il 26 luglio 2017, via ilmezzosangue



L'organizzazioneè stata di Agostino Di Lapi del CISS Nebrodi – ma una manosignificativa l'ha data il neo Sindaco Alvaro Riolo – l'idea èinvece di Francesco Punzo del CISS di Palermo. L'orizzonte, meglio ilpoint de vue, da cui la tematica è stata trattata è quellaparticolare e tutta sturziana del liberalismo sociale che prende isuoi inizi dalla “Rerum Novarum” e da tutta la successivadottrina – “Quadrigesimus annus” e “Centesimus annus” percitarne solo alcune – per arrivare ai giorni nostri. Dunqueliberalismo che però guarda con attenzione alla dignità dellapersona. Lo specifica Di Lapi nell'intervento che apre il Convegno.L'Università ha necessariamente un ruolo fondamentale per losviluppo del territorio e dunque per la dignità della persona. Dal1963 alla Harward University è aggiunta alla funzione ditrasmissione del Sapere ed a quella di incremento dello stesso, lacosì detta terza missione (la regolamentazione è del 1980 con ilBayh Dole Act), ovvero il rapporto Università / società e mercato,ovvero tutte le relazioni che l'Università ha con il mercato e lasocietà. In Europa si parla di terza missione a partire da undocumento dell'UE del 2000 in cui si proponeva di promuoverel'innovazione in un'economia fondata sulla conoscenza. La primaesperienza italiana è il VQR 2004-2010 poi il decreto legislativo19/2012 ed il DM 47/2013. “Le Università sono creatrici di benicomuni e lo sguardo va rivolto non solo ai risultati economici maanche a quelli sociali. Nelle “learning society” il perno ditutto diventa sempre più l'uomo e la sua capacità di mettere afrutto le proprie potenzialità non solo conoscitive e creative maanche 




etiche. Ciò riporta in primo piano la concezione di DonSturzo. Sul piano operativo, quello chiamato ad ispirarsi ai valori ècentrale invece lo Spin Off, ovvero l'utilizzo imprenditoriale diprodotti e servizi derivanti dall'attività di ricercadell'Università. L'Università diventa insomma un ponte con leimprese ed il mercato.” L' Avv. Alvaro Riolo, reduce dai primiimpegni forti della nuova amministrazione (e dai primi meritatisuccessi, quali acqua, pulitura spiagge e cittadina) indica invece untema importante cui sinora la politica universitaria non si èdedicata: “si parla spesso di fuga dei cervelli: ebbene si devemirare invece al ritorno dei cervelli quale del resto anche lapolitica della UE mira: interazione con gli altri Paesi ma ancheritorno.” Filadelfio Mancuso, Docente di Diritto Commerciale, hainvece messo in luce come proprio dalla “Terza Missionedell'Università sia derivato agli USA uno dei suoi più pregevolifiori all'occhiello: la Silicon Walley, ovvero l'incarnazione del suomiglior esempio esistente. Esso si attua con Spin Off accademici,tirocini aziendali e Master. Un ruolo importante assume lasimulazione dei contesti quotidiani in cui gli studenti andranno atrovarsi nelle realtà lavorative. Il nucleo del sistema èl'interazione tra Docenti e responsabili aziendali nella formazione.E' importante poi che i risultati siano reinvestiti anche nellesocietà e comunità da

 



cui originano. “In particolare hopartecipato a 2 Spin Off uno per lo smaltimento di rifiuti marini eduno per apparecchi radiografici tridimensionali, quest'ultimo incollaborazione tra UniME e Chicago University. Non pensiamo di esserela Silicon Walley, ma dobbiamo avere di mira che questa viva di SpinOff.” Dario Caroniti, Docente di Dottrine Politiche, ha inveceportato avanti la prosecuzione naturale del discorso, ovvero lacredibilità che tutto ciò suppone come fondamentale: “Dobbiamoessere credibili se vogliamo attirare risorse. Altresì fondamentaleè un connubbio tra mondo del lavoro e dello studio per dareesperienze spendibili non solo come “curriculum” ma anche comelavoro. Ciò che in USA si chiama Macing. Le aziende infatti noncercano qualcuno che sappia fare tutto, bensì che sappia fare ciòche l'azienda cerca. E, la cultura è fondamentale come dimostra ilcaso dei Miliardi di Euro della U.E. Fermi a Palermo perl'impreparazione culturale dei ns politici ed amministratori chesbagliano perfino a formulare i bandi per cui poi non si riesce adavere accesso ai fondi. Gl'Enti Locali non possono divorziare dallaCultura. L' UniME ha fatto passi da gigante arrivando in pochi anni arecuperare posizioni su posizioni sino a classificarsi al 4° postonelle graduatorie

 



per le opportunità di lavoro. E le aziende lohanno capito. I ragazzi dei Master in cui c'era il collegamentoUniversità – lavoro sono tutti riusciti ad inserirsi. Si ècostruita poi una rete di 15 Paesi europei in cui UniME forniscestudenti per esperienze sia di tirocinio che di apprendistato e poitornano con le esperienze fatte.” In tema di pragmaticità un altroaspetto è stato invece sottolineato da Marila Re, neo elettaPresidente del Consiglio Comunale di Santo Stefano di Camastra, ossiaquello del costo della frequentazione universitaria per gli studenti.“No alla selezione economica: l'Università deve poter essereaccessibile a tutti, così come è basilare che le politiche diinserimento non siano calate dall'alto.” La conclusione “maavrebbe potuto bene essere anche l'introduzione” è invece diFrancesco Punzo del CISS di Palermo: “La Dottrina sociale dellaChiesa si amalgama assai bene con questi orientamenti, in particolareè necessario che le domande che pone un territorio siano disaminatecon giustizia e nell'ottica del bene comune e non finalizzate invecea elettoralità ed economismi di basso livello. Di nuovo al centrola responsabilità e la dignità della persona. La funzione dellaDottrina sociale è infatti interdisciplinare ed è finalizzataall'amore dell'uomo e della società. Un esempio 




concreto qui èquello di Alvaro Riolo che ha risanato e reso fruibile un territorio:questa è una forma vera di carità, di quella caritas che deveconnotare la politica. E' così che è attuato lo sviluppo di unacomunità vera, sviluppo che porta intrinsecamente l'amicizia qualerealtà sociale. Di contro tante ns città e cittadine sonocaratterizzate dalla rabbia, risultato dell'ingiustizia. Laconflittualità infatti nasce dalla mancanza di elevazione...”

francescolatteri scholten

TAG: 

frala 363 commenti

Il de profundis del cattolicesimo: il coro di Ratisbona intona le note della teologia della liberazione.

 
contributo inviato il 20 luglio 2017, via ilmezzosangue


Sono tante più o meno recenti, ma anche antiche, le apparizioni della Madonna e le profezie che danno il crollo del cristianesimo in Occidente e la sua rinascita dalla Russia. La profezia sta indubbiamente avverandosi sotto gl'occhi di tutti. E' sigfnificativo che il cristianesimo rinasca con forza proprio lì dove il marxismo l'aveva praticamente distrutto. E' significativo che ciò avvenga dopo il crollo del marxismo che si era illuso di costruire una società migliore e più giusta ripetendo l'errore di Marx, che,sulla scia della “mano invisibile” di Adam Smith (il laissez faire che tutto si aggiusta), aveva creduto che bastasse a ciò spogliare gli usurpatori e statalizzare i mezzi di produzione. Si è così non usciti dal capitalismo come Marx agognava, bensì soltanto entrati in una sua altra e più perniciosa forma: il capitalismo di Stato. Nel 1989 quel regime è morto ed oggi la Russia sta rinascendo. Una rinascita che vede la Risurrezione forte del cristianesimo. Anche l'altro grande fratello marxista, la Cina, ha decretato ufficialmente con Xi Jinping il definitivo abbandono del marxismo ed il ritorno alla grande storia e tradizione cinese, ossia al confucianesimo. Ma, mentre in Russia si tolgono le statue di Lenin ed in Cina quelle di Mao, paradossalmente, nella Chiesa “Cattolica”il marxismo, con la “teologia della liberazione”, ha saldamente preso piede soprattutto in America Latina, dove a Concordia in Brasile nel 1938 è nato uno dei suoi più importanti fondatori,Leonardo Boff. Nel 1985, l'allora preposto alla Congregazione della Dottrina della Fede, Crad. Joseph Ratzinger lo ha ammonito e l'anno successivo condannato al “silenzio rispettoso”. La condanna,contrariamente a quanto creduto da certa parte dell'opinione pubblica, non avviene ad opera di un reazionario intransigente, di un“pastore tedesco”, bensì da parte del più grande Teologo del Novecento, un progressista, che San Giovanni XXIII aveva chiamato a dirigere i lavori del Concilio Vaticano II proprio per il suo essere progressista. Apertura al progresso ed accettazione di tutto quanto possibile di esso, ma tenendo saldamente la mente e gl'occhi a Cristo, al suo Vangelo, alla tradizione bimillenaria della Chiesa.Per questo anche Paolo VI prima e San Giovanni Paolo II poi, hanno fatto riferimento a Joseph Ratzinger. Ma, una 




teologia, quale quella della “liberazione” cui riferimento centrale è un modello sociologico marxista materialista integralista non è eo ipso accomunabile con il cristianesimo. Leonardo Boff ha però sempre rifiutato i criteri della sociologia cristiana e per questo,coerentemente, nel 1992 ha lasciato il sacerdozio e l'Ordine francescano cui apparteneva. Molti suoi compagni di cordata non hanno avuto la sua coerenza e dall'interno della Chiesa hanno continuato laloro lotta (o guerra?) per la loro “teologia” e sociologia material marxista (che, in quanto materialismo, teologia non è) che non è assimilabile e cumulabile – se ne sono resi conto loro stessi – con la Teologia Cristiana. Guerra a questa Teologia e guerra all'Occidente ed al Nord perchè questa Teologia è quella dell'Occidente e del Nord, un Occidente ed un Nord che non si è mai stati capaci di vedere se non nell'angusto limite dei propri pregiudizi. Un Occidente ed un Nord che non si è mai stati capaci di vedere se non da fuori. Una guerra in cui, al pari della Jihad islamica, si vuole l'Occidente morto, per principio. Un Occidente di cui si vedono i limiti e si negano le grandezze. Ebbene: nessuno più di Joseph Ratzinger, da prima del Concilio, a tutto il suo pontificato, e sino ad oggi, è la migliore incarnazione di tutto ciò. Nessuno più di lui, per questo, va CANCELLATO. Ma, proprio l'Occidente ormai scristianizzato, assai più che la Russia rampante con un risorto cristianesimo o la Cina altrettanto rampante con un redento Confucio, è il terreno ideale per la guerra alla Teologia.Una Germania, oltre che una Francia e Belgio e tanti altri, ormai secolarizzati dove il Cristianesimo è in agonia, è il terreno ideale dove colpire, dove portare a termine la cancellazione. Ed ecco allora che, in nome e sotto l'egida di una “teologia della liberazione” - cui afferiscono mercanti di schiavi e speculatori di uomini come Soros, satanisti come Hillary Clinton – il coro di Ratisbona intona l'inno della “teologia della liberazione”, cui fine è appunto la cancellazione. Ma, se alla luce delle profezie e 




delle apparizioni della Madonna, guardiamo alle immagini della Storia, nell'abbraccio di Papa Benedetto con il Patriarca Russo e con lo stesso Putin non possiamo non vedere il passaggio del testimone.In Russia la Madonna ha schiacciato la testa al serpente marxista che ora grazie a Soros e Clinton è entrato ai massimi vertici della Chiesa. Ebbene anche nella Chiesa al serpente sarà schiacciata la testa, perchè quand'anche egli vi imperasse, impererebbe sul nulla,perchè “sono arrivati molti falsi pastori ma le pecore non li hanno seguiti” e la Chiesa di Soros, Clinton & C. è vuota,come di fatto lo sono sempre di più tutte le chiese. La Russia lo dimostra: le teologie della liberazione possono solo perseguitare e distruggere. La Russia lo dimostra: solo Cristo può riempire la Chiesa: Christus vivit, Christus regnat, Christus imperat. La“teologia della liberazione” può solo fare ciò che sta già facendo con la sua regia e le note del suo nuovo inno il coro di Ratisbona, un tempo il primo al mondo, oggi una farsa che intona una canzonaccia popolare da bettole e bordelli. La vera essenza della“teologia della liberazione” ed i luoghi e le genti presso cui può fare qualche occasionale e sporadico adepto.

francesco latteri scholten


P.S.I 547 casi di violenza e 67 “abusi” riguardano la Vorschule Etterzhausen diretta da Johan Maier e frequentata anche da allievi del Coro di Ratisbona. Ratzinger non c'entra un cazzo. Di più ilCard. Muller non è quello che ha insabbiato, bensì quello che ha aperto l'inchiesta... Di più ancora i principali presunti responsabili, tutti laici e della Vorschule, sono morti da decenni...Di più i reati sono prescritti pure essi da decenni... Rete di cazzari.

TAG: 

frala 349 commenti

Mons. Antonio Livi e Gianni Vattimo (ovvero Arturo Sosa, Jorge Mario Bergoglio etc.).

 
contributo inviato il 1 agosto 2017, via ilmezzosangue



...mi scusi, ma... Monsignore o Professore?” ebbi a chiedergli in uno dei tanti incontri che per motivi accademici ebbi con lui.“Professore, perché il ruolo, insomma è quello” mi rispose sornione. C'è il nome di un altro Professore dal quale entrambi prendiamo le distanze, seppure per motivazioni diverse, e quel nome è Immanuel Kant anche se bisognerebbe invero andare più indietro ed arrivare ad un illustre allievo dei Gesuiti: Cartesio. Io da Kant mi distanzio con Freud ed insieme a Edith Stein (Santa, Martire e Dottore della Chiesa) perché come il Padre della Psicanalisi ha dimostrato inconfutabilmente, le categorie prime da cui parte la nostra mente non sono lo Spazio ed il Tempo (che anzi nulla significano e sono categorie del Mondo esterno), bensì l'intensità dei vissuti e delle pulsioni attive all'atto dell'evento esperienziale. Il Professor Livi se ne distanzia in molti e diversi punti ma anche, segnatamente, in quanto origine della teologia di Carl Rahner. Sebbene per molti versi si distingua nettamente dal Filosofo tedesco, qualcosa anche lo rassomigliava: i Professori tutti erano sostanzialmente puntuali e seri, ma lui particolarmente. Non ci regolavamo l'orologio, come facevano con Kant, ma ci fu una sola volta in cui arrivò in serio ritardo, al punto che dopo una buona mezz'ora stavamo già andandocene, quando improvvisa, una delle ns staffette di sorveglianza poste alle due rampe di scale sui lati del corridoio cui si accedeva alle Aule, diede l'allarme. L'immediato seguito di quel fatto stesso però lo distanzia nettamente da Kant.Entrò in Aula, ovviamente 




non trovò nessuno dei tanti capannelli,ma solo studenti disciplinatissimi ai propri posti in doveroso silenzio, e, trafelato, con un sorriso che diceva anche “ma a chi volete fregare...”: “Scusate il ritardo... In compenso ho il piacere di potervi presentare il Professor Gianni Vattimo...”Entrambi belli solari. Sì, esatto, proprio “quel” Gianni Vattimo, dopo Colli e Montinari il più autorevole interprete di Nietzsche, e fondatore del “Pensiero debole”. Filosoficamente e teologicamente uno dei suoi più irriducibili nemici. Ne ebbimo una ventina di minuti di bellissima disquisizione accademica ai massimi livelli. Ovviamente la reciproca galanteria accademica lasciò fuori con garbo i veri noccioli della questione, intorno ai quali – i Filosofi, come disse qualcuno, sono come Aquile – ci si limitò a volteggiare a distanza. Alla fine però mi sia lecito dire che la questione vera è quella in cui finì per impantanarsi Sartre. La maggior parte del pubblico non lo sa, ma, in campo di concentramento,Sartre stava per convertirsi e scrisse uno dei pezzi più belli del Novecento sulla Natività di ns Signore. A Sarte però, a differenza che ad Edith Stein il “salto nella Fede” non riuscì. Sarte, come tutti sappiamo restò sempre ateo, anche se a volte “abbiamo vissuto come fossimo credenti” (lo disse in un colloquio con la sua compagna di sempre Simone De Beauvoir). E' il motivo vero – che s'incontra con l'affermazione del Prof. Antonio Livi che la Fede implica la Metafisica – per cui i suoi “Cahiers pour une Morale”,seguito naturale de “L'Etre et le Néant” e scritti subito dopo,uscirono solo postumi. In essi invero Sartre aveva definito “Qualité”ciò che già San 




Tommaso d'Aquino aveva chiamato “Habitus”, perla qual cosa si trovò esposto al fuoco incrociato dei Comunisti da una parte, che lo dissero cattolico integralista mascherato, e dei Cattolici dall'altro: se così è perché non vai via da quelli. La“Qualité” porta ovviamente implicitamente in sé una Morale assai vicina per non dire del tutto parallela a quella di San Tommaso. Ma qui la differenza di fondo che porta ad es. me, tramite Edith Stein a San Tommaso e quindi all'affermazione del Prof. Livi,ossia che la fede implica la Metafisica, e, “lo scacco” di Sartre, ma anche di Vattimo (non se ne abbia Professore, il suo “Il soggetto e la maschera” è uno dei testi più affascinanti che abbia letto). E' il motivo per cui i “Cahiers” usciranno postumi.Sono stupendi. Il problema qual'é? Lo ammette lo stesso Sartre: la mancanza di fondamento. Infatti per Tommaso l' “Habitus” ha un fondamento, Dio; ma Tommaso il salto della Fede, a differenza di Sartre e di Vattimo è arrivato a farlo. Per Sartre questo fondamento non esiste. Su cosa può fondarsi la “Qualité” se Dio non esiste? l'uomo, per definizione (coerentemente anche con Tommaso e la Dottrina cattolica) è l'essere che non ha e non può avere fondamento in sé e se l'avesse sarebbe Dio; la società? Ma se la società – come ebbe a dire Sartre stesso - è quella nazista di Hitler o quella stalinista di Stalin? E allora su cosa? Ecco il perché i Cahiers escono solo postumi. Ma, per chi come Tommaso d'Aquino o 




Edith Stein, o, lo stesso Sant'Ignazio di Loyola, quel salto è riuscito a farlo, l' “Habitus” ha un Fondamento: Dio.Ora, questo fondamento che è ns Signore è, al tempo stesso,l'irruzione in un orizzonte in cui le posizioni di Sartre, Vattimo, Sosa e compagni sono superate. Si tratta d'altronde di posizioni di cui i più onesti di loro, come Sartre, ammettono lo scacco. Si tratta di un orizzonte nel quale è implicito quanto ribadisce Antonio Livi: “I fedeli cattolici (sia Pastori che fedeli) sanno che la verità che Dio ha rivelato agli uomini parlando per mezzo dei Profeti dell’Antico Testamento e poi con il proprio figlio, Gesù (cfr. Lettera agli Ebrei,1, 1), è custodita, interpretata e annunciata infallibilmente dagli Apostoli, ai quali Cristo ha conferito la potestà di magistero autentico per l’evangelizzazione e la catechesi. Agli Apostol iCristo ha detto: «Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi,disprezza me. E chi disprezza me, disprezza Colui che mi ha mandato»(Vangelo secondo Luca,10, 16). Il valore di verità della dottrina degli Apostoli e dei loro successori (i vescovi con a capo il Papa) dipende quindi interamente dal valore di verità della dottrina di Cristo stesso,l’unico che conosce il mistero del Padre: «La mia dottrina non è mia ma di Colui che mi ha inviato» (Vangelo secondo Giovanni,7, 16). Padre Sosa, prigioniero com’è dell’ideologia irrazionalistica (pastoralismo, prassismo, storicismo) è allergico alla parola “dottrina”, ma non si rende conto che con questa suastolta polemica offende non solo la Chiesa di Cristo ma Cristo stesso.” (Mons. A. Livi, Chiesa e PostConcilio 24.2.2017).

francescolatteri scholten

TAG: 

frala 334 commenti

CHE GENTE; MAMMA MIA CHE GENTE

 
contributo inviato il 1 agosto 2017, via @mauro artibani

Nel rapporto annuale sull'Occupazione e gli Sviluppi sociali in Europa, pubblicato a Bruxelles dalla Commissione, Ue l'Italia continua ad avere la percentuale più alta nell'Ue (19,9%) di giovani nella fascia tra 15 e 24 anni che non cercano lavoro né studiano o sono in formazione (Neet, Not in Employment, Education or Training), un record che detiene orami ininterrottamente dal 2013.

La media dell'Ue a 28 è all'11,5%, e quella dell'Eurozona all'11,7%. Fra gli altri grandi paesi, la Germania è al 6,6%, la Francia all'11,9% e il Regno Unito al 10,9%.


Figli degeneri, che hanno deciso di andare a zonzo, di passar la vita a non fare un piffero.

Il ministro del lavoro Poletti, allarmato dai dati, è intervenuto dicendo che servono “politiche di accompagnamento” per facilitare l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro.

Accompagnamento?

Già, accompagnati da fratelli e magari dai padri; questa gente quà: L'Italia risulta lo Stato membro con il più basso incremento di attività nel 2016. La popolazione attiva era il 64,9% degli abitanti fra i 15 e i 64 anni, contro una media Ue del 73%, con la Germania al 78%, il Regno Unito al 77,3% e la Francia al 71,7%.

Talis padri, talis filius, talis "cuginus", talis "amicus" insomma quel 35,1% che passa il tempo a pettinar la bambole.

E i nonni?

Toh, i nonni, quelli che fanno imbestialire il presidente dell'Imps per le pensioni pagate all'estero dall'Istituto: "Su 160 Paesi sono state 373mila, per un valore poco superiore a 1 miliardo di euro".

Per l'imbestialito si tratta, in sostanza, di una "anomalia": "Le prestazioni assistenziali" pagate all'estero "vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi, è quindi come se il nostro Paese operasse un trasferimento verso altri" senza "avere un ritorno in consumi". Le somme, infatti, sono erogate "dall'Italia invece che dal Paese in cui si risiede e si paga le tasse" e quindi "non c'è un quadro di reciprocità".

Mamma mia che gente, tutta 'sta gente quà: non sono attrezzati, lavorano poco, spendono ancora meno. Selo sono meritato, li addito: tra chi non fa, chi non può a chi fa all'estero, siete responsabili dell'ampliarsi di quell'out-put gap*. Con voi, la produttività totale dei fattori collassa, altro che Pil!


Un momento, forse mi sbaglio, c'è un ultim'ora: La crescita del Pil italiano sarà superiore alle previsioni, perché dopo l'estate emergerà "una forte spinta" dalla domanda interna. Lo ha affermato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, al termine del comitato esecutivo. "Dopo l'estate gli incrementi del Pil saranno consuntivati superiori rispetto alle previsioni, perché emergerà una forte spinta dai consumi".

"Consuntivati"?

Cavolaccio, quelli dell'Abi sanno cose che noi non sappiamo!


* l'out-put gap misura la differenza tra il prodotto interno lordo effettivo e quello potenziale.


Mauro Artibani

https://www.amazon.it/dp/B073MZ8D61/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1499033170&sr=8-2&keywords=mauro+artibani


http://audio.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2015/150506-versioneoscar.mp3

TAG: 

professional consumer 333 commenti

Dalla Quadrilatero alla città-territorio

 
contributo inviato il 24 luglio 2017, via DanieleSalvi
Al recente seminario estivo e festival della soft economy di Symbola, a Treia, si è discusso in maniera ampia e convergente intorno al tema “dov’era, come sarà…”, per esemplificare quel “salto nella contemporaneità” – come ama dire Fabio Renzi, segretario della Fondazione – che l’Appennino ferito dal sisma dovrà fare per tornare a essere luogo di vita per tanti e attrattivo nel segno dello sviluppo sostenibile. Una questione, tuttavia, continua a dividere coloro che da qualche anno partecipano a questo appuntamento, senza che si riesca a fare passi in avanti, neppure dopo la drammatica novità del sisma. La questione è quella della “Quadrilatero”, l’asse di penetrazione interno Marche-Umbria, che prese il via all’indomani del terremoto del 1997 e che sta arrivando quasi a completamento. Voglio rassicurare, innanzitutto, il concittadino Sergio Francesconi, pendolare come il sottoscritto, che la Pedemontana non solo è interamente finanziata, ma si farà anche nel tratto su cui la stampa ha avanzato alcune incertezze che il Presidente della Provincia Antonio Pettinari ha subito fugato. Proprio sull’importanza di questo asse viario, che va a chiudere il quadrilatero costituito dalla SS3 Flaminia sul versante umbro, la SS77 Val di Chienti, la SS76 Vallesina e dalla Pedemontana appunto sul versante marchigiano, vorrei soffermarmi. Il sisma ha sottolineato ancora una volta quanto siano importanti gli assi trasversali, rispetto a quelli lungitudinali e costieri, per il rilancio dell’Italia centrale e dell’Appennino, ma soprattutto il quadrilatero che si va a costituire, a metà strada tra Adriatico e Tirreno, può rappresentare l’attrattore di nuovi flussi e nuove economie. Si pensa e si dice spesso che le superstrade ormai completate della SS77 e SS76 contribuiranno a spopolare, più che a riabitare, i Comuni che prima ospitavano nei propri centri cittadini il traffico…e lo smog! In realtà questo modo di ragionare non riflette adeguatamente sulle potenzialità della connessione che a breve si verrà a determinare e che, se accompagnata da altrettanto adeguati progetti di sviluppo locale e di valorizzazione territoriale, potrà fare la differenza, come avvenuto in altri periodi della storia proprio mediante l’innovazione viaria. Pensiamo, ad esempio, per rimanere ad un passato non remoto, allo sviluppo della ferrovia nella provincia di Ancona, la più industrializzata, e nel collegamento di realtà territoriali come il fabrianese e il civitanovese che dopo alcuni decenni sarebbero divenuti due tra i principali distretti industriali regionali e nazionali. Il quadrilatero che collegherà a distanza di un’ora circa Foligno, Gubbio, Fabriano e Camerino, senza considerare le direttrici Civitanova Marche-Foligno e Ancona-Perugia che aprono su Roma e Firenze, contribuirà a definire un’area geografica già ampiamente omogenea sotto vari profili e che diventerà sicuramente più integrata, ricca di potenzialità produttive, culturali, ambientali e sociali e degna di una riflessione di respiro strategico-territoriale, anche nell’ottica di un’attrazione degli investimenti. D’altra parte dobbiamo guardare con attenzione ai segnali di resilienza che vengono dal distretto meccanico fabrianese, dove operano multinazionali come Whirpool e fanno il loro ingresso altre come Electrolux, che ha annunciato di recente l’acquisto della Best, o l’interessamento della Marella per lo stabilimento ex-Indesit di Albacina. Penso che il terremoto ci abbia convinto tutti di un’altra necessità e cioè che nei nostri territori dobbiamo dare la priorità alle produzioni e al loro intreccio con i servizi evoluti. La diversificazione dell’economia verso altri settori (turismo) deve comunque preservare una base produttiva solida, soprattutto in territori esposti a rischi naturali come sono i nostri. La città di Camerino e il camerte hanno tutto da guadagnare dal far parte di questo quadrilatero, perché ne costituiscono uno dei vertici e perché Camerino ha avuto sempre la sua forza nell’essere snodo tra vallate e tra territori. Il punto vero è un altro, e cioè che mentre ai vertici di questo quadrilatero ci sono città di 32.000 abitanti come Gubbio e Fabriano, o di 57.000 come Foligno, Camerino ne ha a fatica 7.000! Il lungo e progressivo declino della città, che possiamo far risalire ad un altro pesantissimo terremoto, quello del 1799, e al contestuale rivolgimento della storia che lo accompagnò, ha reso Camerino soltanto un simulacro di ciò che era, benchè la sua vocazione continui ad essere quella di una città-territorio. Snodo tra vallate appenniniche e città-territorio, due aspetti da tenere ben presenti per ridisegnare il suo futuro. Oggi, in più, il terremoto ha aperto una questione nella questione, vale a dire la messa in discussione di una polarità urbana proprio su questo vertice del quadrilatero. Camerino fa parte di quei Comuni più colpiti, la cui struttura urbanistica è stata seriamente compromessa. La città andrà ricostruita e questo non avverrà in tempi brevi, inoltre la ricostruzione non sarà semplice, perché siamo di fronte ad una città in piedi, ma inagibile, antica e stratificata, da mettere in sicurezza antisismica. Camerino rappresenta un vero e proprio “caso di studio” e a suo modo sarà un “modello” di ricostruzione. Per tutti questi motivi la ricostruzione di Camerino non può essere disgiunta da un vero e proprio piano strategico che ripensi la città alla luce della sua vocazione di snodo tra vallate e città-territorio, ma anche di una prospettiva sostenibile e innovativa. Senza una polarità urbana è impossibile pensare ad un effettivo rilancio economico, sociale e culturale del territorio circostante. Per questo ho trovato molto singolare che negli incontri propedeutici alla elaborazione di un piano di ricostruzione della città che, almeno dal nome, ha l’ambizione di essere un piano strategico, sia mancato anche un solo tavolo in cui si desse voce agli attori del territorio e non solo agli abitanti della città. Si devono ascoltare gli abitanti e si devono riscostruire le case, le architetture e gli angoli più belli della città, ma se non si focalizzerà l’attenzione sul fatto che Camerino ha svolto sempre un ruolo per un ampio territorio e che questo territorio è parte integrante della scomessa in atto, temo che si ricostruirà una città più piccola e si proseguirà lungo quella direttrice che la storia ha già segnato, con grave nocumento per tutti. Mi permetto, quindi, di elencare una serie di questioni, ognuna delle quali meriterebbe un approfondimento specifico: 1) Se è vero che nel ricostruire va ripensata una polarità urbana, cioè un sistema efficace di relazioni (con la campagna, con gli altri Comuni contermini, con un sistema territoriale, con altre città più grandi, etc.) ciò non può che avvenire lungo l’asse Camerino-Castelraimondo, non per questioni campanilistiche, ma sulla scorta della nuova geografia delineata dal sisma e di studi specifici, come quelli del prof. Antonio Calafati. Se la risposta a questo tema impegnativo sarà, invece, la cementificazione della “cortina” camerinese, uno degli aspetti più caratteristici della città-territorio, o la nascita di un confuso urbano intorno a Madonna delle carceri, credo che si perda una grande occasione. Mi sento di suggerire, da questo punto vista, un maggior coraggio nella distribuzione delle scelte lungo l’asse suddetto (da Canepina a Torre del Parco), che potrebbero divenire tappe di un percorso servito da forme di mobilità moderne e sostenibili (come suggerito anche da Istao). 2) Dico subito, che non è mia intenzione proporre fusioni tra i due Comuni (che ho proposto per primo in tempi di pace…), ma ciò non significa che non dobbiamo pensare insieme e dare ordine a quella che sempre di più è una “conurbazione” in nuce; non solo perché molti cittadini di Camerino vivono oggi a Castelraimondo, ma perché Camerino e Castelraimondo sono poli di uno stesso sistema territoriale integrato. Lo dice l’analisi dei flussi (lavorativi, trasportistici, scolastici, sanitari, etc.) che sostanziano la relazione tra gli abitanti dei due centri e questo già da molto prima del sisma. Ma non solo, il rafforzamento di questo asse, nei tempi non brevi che avrà la ricostruzione, sarà essenziale per la tenuta di tutto il territorio montano, incluso quello più colpito, i cui abitanti potranno tornare a viverlo più agevolmente se avranno una offerta minima e sufficientemente ampia di servizi e opportunità a distanze ragionevoli. 3) Camerino è università, scuole, trasporti, sanità, cultura. Castelraimondo è residenzialità, attività produttive e commerciali, nodo ferroviario. Come si difenderanno, si organizzeranno e s’implementeranno questi servizi quando la solidarietà e l’attenzione particolare, dovuta ai duri effetti del terremoto, verranno meno e bisognerà camminare con le proprie gambe in un mondo che sarà ulteriormente cambiato? Pensiamo soltanto al saldo demografico, fattore fondamentale per la sostenibilità dei servizi sopra richiamati, o al dibattito sulla riorganizzazione sanitaria. Servono idee e progetti condivisi con il territorio e su questo l’apporto dell’Università, che rappresenta la vera specificità di Camerino all’interno delle città del quadrilatero, è fondamentale. 4) Infine, una considerazione sul fattore territoriale. L’orografia e l’estensione del territorio montano dell’entroterra maceratese è senza pari in ambito regionale per asprezza ed ampiezza. Sono ancora una volta i numeri a dirlo. Al contempo il livello di frammentazione istituzionale è eccessivo, per non dire parossistico, nonostante le iniziative assunte da alcuni amministratori più coraggiosi. L’andamento demografico di quasi tutti i Comuni è nel medio periodo impietoso. Il fattore territoriale può essere quello che ci aiuta a governare un processo di cambiamento, ma soltanto se sappiamo porlo sui tavoli delle decisioni in modo credibile e autorevole. Sappiamo quante difficoltà incontrano le operazioni di fusioni e/o incorporazioni tra Comuni. Potrebbe essere un primo passo, più fattibile, ricomporre intanto e unificare le Unioni dei Comuni, creando di fatto un “comprensorio” capace per territorio, Comuni e numeri di incidere sulle scelte che riguardano il futuro dell’entroterra. Daniele Salvi

TAG: 

Daniele Salvi 333 commenti

Incontro con Giuseppe Rosignolo coordinatore nazionale Scuderie Ferrari Club.

 
contributo inviato il 29 luglio 2017, via ilmezzosangue



Anche l'occhio vuole la sua parte” e così approfitto della telefonata di conferma per l'intervista per chiedere a Giuseppe, se possibile, divenire con un look adatto: no, niente giacca e cravatta, co sto caldo ci mancherebbe... La maglia della Ferrari. Ci vediamo come convenuto ad Acquedolci in piazza, al bar di Daniela. Arriva. Però, sorpresa,la maglia ha il cavallino rampante ma è blu; in compenso ha tanti materiali e decidiamo che la cosa migliore sia andare a casa sua.Selezioniamo qualcosa ma è difficile perché il materiale è decisamente moltissimo. Trova però un minuto per indossare la maglia. Tuttavia, per sicurezza, mi fornisce materiali fotografici lui stesso. Torniamo al fresco (di nuovo con la maglia blu), questavolta al bar del Municipio. “Anzitutto, doppi auguri: per la riconferma a Coordinatore Nazionale degli 



Scuderia Ferrari Club e per l'elezione a Consigliere Comunale nella lista del nuovo Sindaco di Acquedolci, Avv. Alvaro Riolo. Ti incontro nella veste del primo.Come sei arrivato? La passione per Ferrari per me è da Bambino,penso altrettanto, ma, in breve, alcune tappe.” “La passione è da sempre. Ad Acquedolci il Club risale al 1990, intitolato originariamente a Gilles Villeneuve, poi per decisione della Ferrari nel 2006 le denominazioni di tutti i club sono cambiate in Scuderia Ferrari Club cui si affiancano gli Owners Club riservati ai possessori di vetture del marchio del cavallino rampante,portafortuna dell'aviatore Francesco Baracca e donato dalla sua mamma ad Enzo Ferrari per buon auspicio. Io entro come socio nel 2000, 




come membro del Consiglio direttivo nel 2006 e come segretario nel 2007,delegato regionale nel 2012 e Coordinatore Nazionale nel 2015. Questo è il terzo mandato.” “Ferrari è un marchio di prestigio...”“Ferrari è anzitutto un Mito.” “Perfetto e questo ne fa in assoluto il marchio di maggior valore, stimato in 4.3 Mld. Ma, per quelli della mia generazione, Ferrari significa Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna, significa 312 t2 ma anche Ferrari Dino 246 GT,simbolo di tante cose. Simbolo di rinascita Ferrari dopo il tunnel in cui l'avevano costretta Lee Iacocca e Ford per la mancata acquisizione; uscita grazie a Giovanni Agnelli che invece garantì ilsostegno FIAT nell'autonomia di Ferrari; uscita dalla fabbricazione di sole fuori serie in 




pochissimi esemplari ed entrata nella fabbricazione di auto di élite prodotte in serie limitate ma pur sempre di migliaia di pezzi. E, perché no? L'ingresso nel mondo del cinema grazie a Tony Curtis ed alla fortunata serie "Attenti a quei due". Per te, Giuseppe, Ferrari cosa significa? E, in concreto, due vetture, una di formula 1 ed una stradale che ti piacciono di più”.“Rispondo con le parole di Enzo Ferrari: la Ferrari più bella è l'ultima. In particolare, l'ultima 8 cilindri turbo.” “Ferrari è corse, vittorie, successi, ma anche bellezza, eleganza. Soprattutto però è tecnologia. Tecnologia però è sempre più ibrido motore a scoppio / motore elettrico con la prospettiva, non troppo lontana grazie ai progressi con le nuove batterie, di passare 




all'elettrico tout court. In particolare già cominciano ad esserci i gran premi per le auto elettriche.” “Stolto è chi non è disposto al cambiamento è il detto. Bene una nuova categoria, bene il progressivo ingresso magari nei motori ibridi... Come tifoso però resto al rombo dei 10 cilindri, assordante, ma che nessun sibilo elettrico sarà mai in grado di sostituire.” “Un'ultima domanda:per la terza volta Coordinatore Nazionale. Quale indirizzo pensi di dare?” “La Formula 1 è cambiata tantissimo, specie ultimamente.Non necessariamente in meglio. E' cambiata nel senso di un ulteriore accrescimento e preminenza del bussines. La Ferrari però è anzitutto Mito. E, questo Mito, alla fine da dove viene? Dalla passione, dall'affetto, dall'amore 




di Enzo Ferrari prima, seguito a ruota dai suoi collaboratori e dai tifosi, dai fan. E' necessario colmare lo iato che negli anni è andato formandosi ad es. con i piloti e con la factory. E' importante avvicinare di più il pubblico ai piloti, alla scuderia, alla casa, al museo. Io come dirigente neprofitto, ma è importante che possano fruirne di più tutti, in particolare avere più eventi.” “Ti ho visto in foto con Max Gazzé ai Box. E' anche questo un modo, sia pure indiretto di avvicinare il grande pubblico... Sì, la vicinanza che intendi tu è quella assordante del rombo dei motori, quella che sa di benzina e di olio, però... Ultimissima: Ferrari ha cominciato nel 1929, poi però è passato all'Alfa Romeo, poi c'é stata la guerra, insomma, Ferrari in quanto tale è stata fondata nel 1947. Siamo nel 2017, perciò un anniversario importante. Cosa c'é in programma?” “L'appuntamento più importante è il GP di Monza, per altro siamo in fieri. AdAcquedolci l'appuntamento importante è domenica prossima e saranno presenti oltre 40 Ferrari che tutti potranno vedere edammirare...Ovviamente: sei invitato” “Ti ringrazio, buonlavoro... A domenica. Ci sarò di sicuro.”

francescolatteri scholten

TAG: 

frala 325 commenti

eventy

 
contributo inviato il 29 ottobre 2017, via gpdimonderose
 artyx: arty (xory)by gp . vol. 2, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1976349201
 
plescia g (2017). destruereventy: destruire (pletony) by gp . vol. 13, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1979100434
 
plescia g (2017). destrukty: destruktyx (pletony)by gp . vol. 10, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1978474697
 
plescia g (2017). diopankreatorxspiritux: diopan kreatorspiritux. vol. 18, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1505259896
 
plescia g (2017). eristikontox: eristike (eventy)by gp giax . vol. 11, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1975627379
 
plescia g (2017). erixontox: erisontox by gp giax . vol. 1, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1975744182
 
plescia g (2017). eventità. vol. 4, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1974580415
 
plescia g (2017). evento: ereignix (eventy) by gp . vol. 3, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1974548873
 
plescia g (2017). eventondosa. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1497397323
 
plescia g (2017). eventusofiax: xorax by gp . vol. 13, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1499519358
 
plescia g (2017). eventy: kreventy: by gp. vol. 10, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1974470488
 
plescia g (2017). exontox: exonta (xory)by gp . vol. 7, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1977502544
 
plescia g (2017). fantastringx. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1507694411
 
plescia g (2017). gravitony: gravitonty (pletony)by gp . vol. 3, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1978140059
 
plescia g (2017). heideggerx: filosofiax (ontologiax)by gp Gia. vol. 3, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1495277559
 
plescia g (2017). holderly: holderlyx (pletony) by gp . vol. 1, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1978047655
 
plescia g (2017). intereventux. vol. 8, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1974309047
 
plescia g (2017). intereventy: metaeventy (8) by gp giax . vol. 8, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1974665594
 
plescia g (2017). isterestringx: stringisteresix (katapan)by gp Giacinto p P. di m. vol. 9, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1505773651
 
plescia g (2017). kATHARTIkEvEnTy: CATHARTIkEventy (erixontox) by gp giax . vol. 4, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1975857578
 
plescia g (2017). kaosmosophyx. vol. 2, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1503368569
 
plescia g (2017). kapoiax: katapoia (xory) by gp . vol. 5, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1977603791
 
plescia g (2017). katabmondeggiax. vol. 3, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1499747508
 
plescia g (2017). katabnulleggiax. vol. 3, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1499767247
 
plescia g (2017). katabstringheggiax. vol. 3, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1499219142
 
plescia g (2017). katakresy: katakresophy (erixontox8) by gp giax . vol. 8, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1975987312
 
plescia g (2017). katamathesisophysix. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1503115002
 
plescia g (2017). kataphysix. vol. 8, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1974364961
 
plescia g (2017). katapoiax: poiax (xory)by gp . vol. 3, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1976448546
 
plescia g (2017). katapoyemax: poiemax (xory)by gp . vol. 5, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1976479335
 
plescia g (2017). katarseontox: katarsix (erixontox)by gp giax . vol. 3, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1975836863
 
plescia g (2017). katarserix: katarsy (ontologosofia)by gp . vol. 12, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1507694411
 
plescia g (2017). katastringlux. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1500717193
 
plescia g (2017). katastringx. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1503289185
 
plescia g (2017). katastrofeggia. vol. 3, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1494488055
 
plescia g (2017). katastrophaostringx. vol. 2, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1505259896
 
plescia g (2017). katastrophenoumena. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1495238017
 
plescia g (2017). katastropheontox. vol. 2, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1494377762
 
plescia g (2017). katastropherix: erix (eventy) by gp giax . vol. 12, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1975649395
 
plescia g (2017). katastrophontology. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1500180386
 
plescia g (2017). katastrophysistringx. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1505773651
 
plescia g (2017). katastrophysix. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1494236083
 
plescia g (2017). katastrophysophyx. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1494939441
 
plescia g (2017). katastrophyx. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1494488055
 
plescia g (2017). katatopontology. vol. 2, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1507681923
 
plescia g (2017). kreody: kreodox (xory)by gp . vol. 13, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1977983480
 
plescia g (2017). kuspideventy: stringheventy (pletony) (8) by gp . vol. 8, SEATTLE:Amazon, ISBN: 978-1978438569
 
plescia g (2017). kyasmondosa. vol. 2, Seattle:Amazon-Create Space, ISBN: 978-1505521849
 
plescia g (2017). kyasmosophysix. 

TAG: 

gpdimonderose 279 commenti
pRESENTAZIONE                            1076 membri
WEuropa è la community del quotidiano Europa. Qui lettori e blogger possono entrare in contatto tra di loro e con la redazione del giornale. Qui il nostro giornale diventa davvero Democratico. Qui puoi far sentire più forte e direttamente la tua voce.

Il sito di EUROPA                           il blog di EUROPA

Apri il tuo blog WEUROPA            Invia un contributo


temi del mese