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DALLE MARCHE…SULLA BRECCIA

contributo inviato da Daniele Salvi il 1 ottobre 2020

E’ un anniversario sotto tono quello dei 150 anni di Roma Capitale, se solo pensiamo alle celebrazioni riservate nel 2011 all’Unità d’Italia. Ha giocato in senso avverso l’emergenza sanitaria, ma non tutto è dipeso da ciò. Eppure la breccia di Porta Pia fu evento fondativo e compimento del processo unitario, perché diede all’Italia “la città che dà il senso alla sua storia”, come ha scritto Mario Ajello. 

In terra marchigiana, anch’essa grama di celebrazioni, forse per un contrastante sentimento che ci lega alla Capitale, viene in soccorso l’iniziativa dell’artista jesino Ezio Bartocci che ha dedicato al 150esimo una pregevole cartella artistica, intitolata “Sulla Breccia”, edita dalla storica Tipografia Garofoli di Sassoferrato.

Essa raccoglie la vicenda di un illustre testimone marchigiano della presa della città eterna, Antonio Emiliani (Falerone 1848 - Montegiorgio 1916), che fu fervente patriota, console in Paraguay, capitano e medico della Regia Marina Militare, appassionato di storia moderna specie in ambito territoriale.

Arruolato nella Prima Compagnia Zappatori del Genio Guastatori, Emiliani partecipò alla conquista di Roma e a distanza di 18 anni decise di raccontarla nel libro “Sulla via di Roma” (Bozzetti Bacher, Fermo 1889), il cui ultimo capitolo “Sulla Breccia” è riportato nella cartella d’arte insieme ad alcune immagini d’epoca.

Il lavoro è raffinato e godibile, come sempre nello stile di Bartocci, e il racconto delle ore salienti del memorabile 20 settembre 1870 è vivido, asciutto e incalzante. Al punto che la descrizione si è prestata immediatamente per un adattamento teatrale su iniziativa della compagnia “La Barcaccia” di Jesi che l’ha rappresentato sabato 19 settembre alle ore 18 a Sassoferrato presso Palazzo degli Scalzi.

“Questo magico nome di ROMA rendeva tutti come stupefatti. L’emozione, l’esaltamento degli animi erano al colmo. Non si credeva quasi alla realtà presente. Pareva una chimera l’aver messo il piede in un suolo ritenuto sacro e inviolabile”, così Antonio Emiliani esprimeva lo stato d’animo dei protagonisti in quel luminoso martedì di settembre.

Roma era “Capitale ineluttabile”, come ebbe a dire Cavour, emblema della “questione romana”, simbolo spirituale del progetto unitario, obiettivo militare e politico insieme. Alla sua presa parteciparono soldati di tutte le regioni italiane, molti dei quali non l’avevano mai vista. Il 3 febbraio del 1871 fu dichiarata ufficialmente Capitale d’Italia.

La crisi che oggi vive Roma costituisce un problema serio, anche per le Marche. L’anniversario della Breccia sia l’occasione per ridare alla Capitale quella spinta propulsiva, senza la quale non esiste un grande Paese.



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