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USA, Twexit e Facebexit: in milioni passano a Parler in attesa del nuovo social di The Donald.

contributo inviato da frala il 11 gennaio 2021



E' la risposta più sensata alla gravissima violazione del primo emendamento della Costituzione Americana da parte di Facebook e Twitter che hanno dapprima reiteratamente censurato il Presidente USA e poi lo hanno bannato a vita. Si tratta della violazione più grave e palese nei confronti di un cittadino che ne rappresenta oltre 87 Mln. Si tratta anche di una violazione che spesso in tanti abbiamo sperimentato personalmente quando su questi social le nostre espressioni non si accodavano ad es. al Gender e ci siamo trovati l'account bloccato anche quando a norma di legge i nostri post erano OK. Ovvero Facebook e Twitter si arrogano di essere al di sopra e delle Costituzioni dei singoli Stati – a cui invece dovrebbero essere soggetti – ed al di sopra di quelli che sono gli orientamenti di cittadini regolarmente eletti a cariche politiche e pubbliche. E, chiariamolo subito: Zuckerberg & compagni non li ha eletti nessuno e non rappresentano nessuno. Giuste e fondate in proposito le osservazioni di Marco Rizzo (segretario Partito Comunista Italiano) e Mario Adinolfi (Popolo della Famiglia). Il primo ha osservato “Chissà se a qualcuno degli assassini di Gheddafi verranno BLOCCATI permanentemente i SOCIAL da una azienda privata che passa da un partner all’altro? E pensare che il 18 marzo 2011 veniva 




dato l’ordine alle forze armate statunitensi di partecipare alla no-flyzone per distruggere le capacità di difesa aerea del governo libico con l'uso di missili Tomahawk e aerei B-2 Spirits e altre varie squadriglie da combattimento. Sei giorni dopo, il 25 marzo, veniva dato -assieme alla Nato- il colpo militare decisivo al legittimo Governo Libico con una operazione di guerra totale chiamata Operation Unified Protector.” Il secondo invece: “Mi sembra impossibile che non capiate che poiché state accettando, anzi sostenendo, quel che i social stanno facendo a Trump e a tutti i sostenitori trumpiani (cioè cancellare la loro possibilità di esprimersi) quando faranno lo stesso a voi non avrete alcun argomento per difendervi. State consegnando il dibattito pubblico alla proprietà di pochissimi soggetti privati. E manco capite che problema gigantesco questo sia.” In USA la risposta sia dei cittadini che di The Donald non si è fatta attendere ed è tutta nello spirito autentico della Costituzione e del suo primo emendamento, lo sprito di George Washington e Thomas Jefferson, lo spirito della “Aeropagitica” di John Milton sulla Libertà di Stampa e di Coscienza, lo spirito de “La disobbedienza civile” di Henry Thoreau (che sarà ripreso da Gandhi). In milioni hanno optato per una Twexit ed una 




facebexit trasferendosi sul social “Parler” assai più rispettoso sia della Coastituzione che dei cittadini: Parler non mette i dati degli utenti a disposizione di terzi né ne consente tracciamenti al fine di ricavare tendenze personali etc. e garantisce una più autentica libertà di espressione. Il Tycoon, per parte sua, in linea con sé stesso e con la Costituzione Americana sta lavorando ad un suo social proprio con cui bypassare Zuckerberg & Compagni. Ed è ora: basta con chi si erge al di sopra delle leggi e delle persone per imporre la propria visione del mondo e la propria visione “politically correct” che corretta è solo per presunzione. Basta con l'imposizione e la coercizione al Gender. Sì alla Libertà alla Vita, alla Famiglia ed alla possibilità di esprimersi liberamente in tal senso senza trovarsi account arbitrariamente bloccati in violazione delle leggi e dei più fondamentali diritti costituzionali. No all'arbitrio di chi non è stato eletto da nessuno.

francesco latteri scholten.


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