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Donald Trump: il Presidente che ha portato avanti il programma di JFK e le battaglie di Pasolini.

contributo inviato da frala il 14 gennaio 2021


 

Al di là delle sceneggiate politicofolkloristiche sono in realtà molte ed importanti le comunanze tra il programma che fu di John FitzGerald Kennedy e quello di Donald Trump: la Pace, l'economia e le banche, i diritti civili, religiosi e sociali. Immensi gli interessi che si andavano a mettere in discussione a cominciare da quelli dell'industria degli armamenti, delle Banche – JP Morgan, Goldman Sachs etc -, della CIA. Al primo posto del programma di JFK c'era la Pace e dunque l'uscita dalla guerra del Vietnam; poi la sottrazione del controllo della Federal Reserve alle grandi Banche ovvero la restituzione all'Unione del diritto esclusivo di stampare moneta; poi ancora la riduzione e la frammentazione della CIA. Insomma l'attacco a quel sistema che garantiva in una apparente democrazia il potere di una ristretta oligarchia o élite economico finanziaria costituita da poche famiglie. Dopo il fatidico 22 Novembre del 1963 a Dallas, quasi tutti i Presidenti USA – a prescindere se Democratici o Repubblicani – hanno elogiato ed omaggiato JFK ma si sono ben guardati dal riprenderne il programma. Il culmine si è avuto con gli assassini di Gheddafi (20 ottobre 




2011, il 18 marzo 2011 veniva dato l’ordine alle forze armate statunitensi di partecipare alla no-flyzone per distruggere le capacità di difesa aerea del governo libico con l'uso di missili Tomahawk e aerei B-2 Spirits e altre varie squadriglie da combattimento. Sei giorni dopo, il 25 marzo, veniva dato -assieme alla Nato- il colpo militare decisivo al legittimo Governo Libico con una operazione di guerra totale chiamata Operation Unified Protector.) che con quel gesto hanno destabilizzato il Mediterraneo con gravi conseguenze per l'Europa e l'Italia ma subito insigniti del Nobel per la Pace sputtanando anche il premio. Il primo a riprendere davvero ed integralmente il programma di JFK è stato, con l'elezione nel novembre 2017, il 45° Presidente USA, ovvero Donald Trump. Il primo approccio per un impegno di Pace fattivo è in estremo Oriente ed è, di primo acchito forse discutibile, ma poi il risultato è palese: Pace tra le due Coree, rapporti commerciali, distensione nei rapporti USA con Kim Jong Un. Il risultato più eclatante è quello della Pace in MediOriente il 13 Agosto 2020 con la stretta di mano storica tra Benjamin Netanyahu e Mohammed Bin Zayad ed a ragione The Donald ha scritto “Enorme svolta oggi! Storico accordo di Pace tra due nostri 




grandi amici, Israele ed Emirati Arabi”. Per la politica sociale, se si passa dalle boutades folkloristiche ai fatti concreti, c'è anche qui la direzione autenticamente egualitaria che fu di JFK: ha aumentato il reddito delle fasce più povere del 4,5%, ed incrementato il reddito medio dai 62.898 $ del 2016 ai 68.703 $ del 2019. Per quanto concerne gli afroamericani The Donald ha fatto uscire di carcere oltre 4.000 afroamericani incarcerati con il “Crime Bill” elaborato nel 1994 dall'allora Senatore del Delaware Joe Biden adesso eletto 46° Presidente degli USA (Lucio Caracciolo in Limes). E, la cosa più singolare è che tra i due si accusi di razzismo Trump... ma del resto è in linea con il Nobel per la Pace agli assassini di Gheddafi. Così, sempre a dispetto di slogan, è Donald Trump a finanziare le principali università storicamente nere. Insomma non è per niente che il perdente più votato della Storia USA – oltre 74 Mln di voti – ha più che raddoppiato il sostegno elettorale degli afroamericani, come anche quello degli islamici. Per questi ultimi, come per i cristiani, cattolici e non, ha avuto un peso l'impegno significativo di The Donald contro il Gender in 




quelle battaglie che da noi furono anche di PierPaolo Pasolini: in primis la Vita e la Famiglia. Pasolini anticipa le posizioni di Trump già il 19 gennaio del 1975 sulle colonne del “Corriere della Sera”: “... Sono però traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché lo considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente.” Similmente la Famiglia che è quella tradizionale: no a matrimoni ed adozioni Gay. The Donald è il primo Presidente USA ad aver preso parte alla “Marcia per la Vita” così come ha apertamente combattuto per la Famiglia tradizionale. Ma “Pro Life” e “No Gender” sono anche un gran numero di afroamericani che di religione sono protestanti, gli islamici, gli ebrei. E di sicuro lo sono Benjamin Netanyahu e Mohammed Bin Zayad. Insomma, da quanto visto emerge con evidenza che i poveri e le classi popolari non sono più rappresentate e, soprattutto, non si sentono più rappresentati dalla cosìddetta “sinistra” ormai costituita dalle “élite” 




economico finanziarie e che semplicemente, per parte sua, li tacciano di populismo e fascismo. E', di nuovo, illuminante Pasolini: “Esiste oggi una forma di antifascismo archeologico che è poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale. Si tratta di un antifascismo facile che ha per oggetto e per obbiettivo un fascismo arcaico che non esiste più e che non esisterà mai più. (…) Io credo, credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologi hanno troppo bonariamente chiamato “la società dei consumi”. Se uno osserva bene la realtà (…) vede che i risultati di questa spensierata società dei consumi sono i risultati di una dittatura, di un vero e proprio fascismo che, al pari del nazismo tedesco nasce dall'omologazione e dall'abbandono dei valori tradizionali” (L'Europeo 26 dicembre 1974). Ma la non omologazione ed il sostegno dei valori tradizionali sono ciò per cui si è sempre impegnato Donald Trump.

francesco latteri scholten.


Fonti:

Lucio Caracciolo in LIMES,

Livio Fanzaga in “Lettura cristiana della cronaca e della Storia”.


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